Il mio viaggio da sola a Madrid

Sì, ci ho messo un po’. Ma avevo bisogno di tempo e spazio per stendere i pensieri ad asciugare all’aria aperta, raccoglierli con cura, piegarli con amore e, infine, mostrarveli con l’orgoglio dei bambini che sentono di aver compiuto un’azione eroica, seppur di poco conto. Poi un gatto ci è saltato sopra e ha buttato tutto all’aria. Il risultato è nelle righe che seguono.

C’è solo una parola per descrivere questa esperienza ed è: groviglio. Come sempre, mi trovo in difficoltà quando si tratta di sciogliere i nodi: dai miei capelli ho imparato che sono più abile nel formarli. Applico lo stesso criterio ai pensieri, ovviamente, che albergano poco sotto. Immagino che non sia casuale.

In questo groviglio ci sono io e ci sono dentro fino al midollo. Un intrico inestricabile, in cui l’ansia di perdermi si è fusa con la sorpresa di trovare parti di me che non conoscevo. Con queste parti ci ho un po’ fatto a botte, discusso nel silenzio dei momenti di solitudine e, alla fine, anche se non ci piacciamo proprio del tutto, ci siamo dichiarate un armistizio davanti a una birra.

Forse era un momento emotivamente troppo denso per rimanere con me stessa, ma forse, proprio per quello, era quello giusto. Madrid mi ha fatto compagnia, mi ha stupito di bellezza e rassicurato sul mio senso dell’orientamento e dell’organizzazione. Decisamente perfetta per un viaggio da sola e come prima esperienza.

Non starò qui a sciorinarvi l’itinerario, ce ne sono di ottimi in giro sul web e sulle guide (io devo molto anche ai consigli preziosi della mia amica Carlotta) e io sono una che è più brava ad incollare emozioni, che a descrivere luoghi. Posso raccontarvi che ho camminato sempre, a volte con il naso in sù, a volte con il cuore in mano. Ho imparato che sì, sono capace, ma che al momento viaggiare sola non fa per me. Mi manca troppo condividere ciò che vedo, sento e vivo con le persone che amo. Mi sono mancate le risate complici, gli abbracci improvvisi, i baci svolazzanti durante le passeggiate e il tintinnio dei brindisi.

[No, non ho importunato nessuno affinchè alzasse il boccale in mia compagnia.]

Ho in mente dei fermo immagine tragici, comici, grotteschi, poetici e a volte patetici, ma non vi impesterò di foto ricordo (anche perché mi sono fatta solo dei selfie in stile nano di Amélie).

È stato un viaggio necessitato. Me lo dovevo. Ma, per adesso, direi che non sento la necessità di farne un altro in solitaria.

viaggio da sola_Madrid

 

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6 risposte a "Il mio viaggio da sola a Madrid"

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